In Argentina, due pesci rossi sono stati riconosciuti come esseri senzienti

© Santuario Jaulas Vacías

La vicenda potrebbe sembrare aneddotica. Ma non lo è poi così tanto. A Buenos Aires, due pesci rossi, Magui e Fede, hanno appena ottenuto dalla giustizia argentina lo status di «soggetti di diritto» in quanto esseri sensibili. Il motivo: le loro condizioni di detenzione in un acquario da 40 litri, esposto nella vetrina di un ristorante, esposto al rumore e alle variazioni di temperatura.

Un riconoscimento giuridico che suscita riflessioni

Su iniziativa di un?ONG per la tutela degli animali, il procedimento ha portato a una decisione senza precedenti: i due pesci sono stati prelevati e trasferiti in una vasca da 2.500 litri, ben più adeguata alle loro esigenze biologiche. Ma al di là della loro sorte individuale, è il riconoscimento giuridico a suscitare riflessione.

Infatti, i pesci rimangono, ancora oggi, i grandi dimenticati del benessere animale. Considerati come animali ornamentali o «semplici», spesso sfuggono agli standard applicati ai mammiferi o agli uccelli. Eppure, le conoscenze scientifiche sulla loro sensibilità (stress, dolore, interazioni sociali) sembrano progredire rapidamente.

Pratiche più rispettose

Nel mondo della pesca, questa evoluzione non è irrilevante. Va ad alimentare un dibattito già molto acceso sulle pratiche, in particolare quelle ?no-kill?, sulla manipolazione del pesce, sulla durata della lotta o ancora sulle condizioni di rilascio in acqua. Senza mettere in discussione la pesca ricreativa, questi progressi contribuiscono a far evolvere le mentalità verso pratiche più rispettose.

L'esempio argentino non rappresenta ancora una rivoluzione giuridica. Ma traccia una linea: quella di un progressivo cambiamento, in cui anche le specie più comuni smettono di essere considerate semplici oggetti. E in questo contesto, sia i pescatori dilettanti che i professionisti del settore avranno senza dubbio un ruolo da svolgere per anticipare, piuttosto che subire, questi cambiamenti.

Un dettaglio, forse. Ma in un contesto in cui la percezione del vivente evolve rapidamente, sono spesso proprio i segnali deboli a preannunciare i cambiamenti duraturi.

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