Gravi minacce
Questo testo comporta gravi minacce per l'accesso all'acqua di qualità da parte dei cittadini francesi, riducendo al contempo la capacità del settore agricolo di adattarsi effettivamente ai vincoli climatici e ambientali. In questo contesto, gli enti locali, i cittadini, gli agricoltori e gli utenti dell'acqua ne uscirebbero tutti perdenti.
In Francia, un terzo dei 33.000 punti di prelievo di acqua potabile che riforniscono 67 milioni di abitanti presenta già livelli di inquinamento preoccupanti, che nel 2024 potrebbero addirittura superare le soglie di qualità per 16 milioni di persone. In quasi il 90% dei casi, tali contaminazioni sono legate ai pesticidi, ai loro metaboliti o ai derivati dei fertilizzanti. Ogni anno, un centinaio di punti di prelievo vengono abbandonati o chiusi a causa di inquinamenti tecnicamente impossibili da trattare o i cui costi sono ritenuti troppo elevati.
Una situazione di stallo
I costi di bonifica continuano ad aumentare, mettendo numerose amministrazioni locali in una situazione di stallo. Di fronte agli obblighi normativi, dispongono di sempre meno strumenti finanziari e normativi. Allo stesso tempo, la riduzione dei sostegni al settore agricolo, volti a far evolvere le pratiche relative alle captazioni idriche, indebolisce la loro capacità di elaborare soluzioni equilibrate, in grado di conciliare attività economica, salute pubblica e tutela delle risorse.

Inoltre, negli ultimi anni il 95% dei dipartimenti francesi ha già dovuto introdurre restrizioni sull'uso dell'acqua nell'ambito di decreti sulla siccità, una tendenza destinata ad aggravarsi secondo le proiezioni disponibili.
Diversi passi indietro significativi
Tuttavia, il disegno di legge che sarà esaminato a partire dal 29 giugno al Senato introduce diversi passi indietro significativi per la tutela delle risorse idriche. Tra le principali preoccupazioni figurano:
- la reintroduzione di pesticidi vietati, con conseguenti rischi di contaminazione dei corpi idrici, per la salute e la biodiversità;
- l'indebolimento della politica di tutela delle sorgenti di acqua potabile, a scapito delle collaborazioni avviate a livello locale tra gli enti locali e gli agricoltori volontari;
- l'indebolimento degli strumenti che consentono agli enti locali di intervenire tempestivamente per proteggere le risorse idriche, proprio mentre si trovano in prima linea nell'affrontare le crescenti pressioni su tali risorse.
I firmatari del presente comunicato chiedono una mobilitazione generale per garantire una politica idrica ambiziosa, coerente ed efficace, al servizio di tutti gli utenti e dell'interesse generale.

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