Non in nessuna condizione
Contrariamente a quanto si legge in giro, la stragrande maggioranza dei pescatori ricreativi non è contraria alla registrazione dei pescatori ricreativi e nemmeno alla dichiarazione delle catture, ma non a qualsiasi condizione. Come abbiamo visto questa mattina, e come è stato denunciato da tempo, il metodo non è quello giusto, e la prova è che non sono riusciti ad attuarlo nella data prevista. Gli organismi ricreativi avevano presentato il principio come semplice e di rapida attuazione, ma non è niente di tutto questo: l'UE ha escogitato una vera e propria fabbrica di gas che è piuttosto borderline e un po' opaca, per non dire altro.
Quando ero un cacciatore di sottomarini, c'era una procedura molto semplice e gratuita per l'iscrizione, una semplice registrazione presso l'AFFMARS (autorizzazione all'esercizio della caccia ai sottomarini) con lettura delle norme vigenti prima del rilascio del sesamo, che era semplice e veloce.

La posizione di COPERE
Il COPERE, o Collectif des Pêcheurs Récréatifs, è un'organizzazione indipendente e collaborativa interamente dedicata alla difesa degli interessi dei pescatori dilettanti, alla condivisione e alla gestione equa degli stock ittici e alla protezione dell'ambiente naturale sia in acqua dolce che in mare.
Si può essere d'accordo o meno con questo collettivo, ma hanno il merito di porre domande che meritano una risposta...
Comunicato stampa COPERE :
"Quando il diritto dipende dall'applicazione, lo Stato diventa un insetto. Il progresso che esclude non è più progresso: è selezione"
Il COPERE prende atto del rinvio ufficiale dell'obbligo di dichiarare i pescatori ricreativi in mare attraverso l'applicazione europea RecFishing, annunciato come obbligatorio a partire dal 10 gennaio 2026. Dopo mesi di comunicazioni, campagne finanziate con fondi pubblici e pressioni sui pescatori ricreativi, le autorità riconoscono ora l'ovvio: lo strumento non è disponibile.
Questa situazione conferma ciò che il COPERE ha denunciato fin dall'inizio: una governance che sostituisce la legge con interfacce digitali, senza alcuna soluzione alternativa, crea una discriminazione silenziosa. Questo è ciò che accade quando non si vogliono ascoltare i cittadini europei.
Il COPERE denuncia :
- Una boiata politica e finanziaria: campagne, incontri, comunicazioni... per un'applicazione inesistente il giorno della sua entrata in vigore.
- Disprezzo democratico: la Direzione degli Affari Marittimi ha deliberatamente escluso dalle discussioni gli oppositori del progetto, anche se questi ne sottolineavano le incongruenze.
- Un digital divide organizzato: senza smartphone, rete o competenze digitali, l'accesso alla legge diventa condizionato. Un sintomo di una politica europea fuori controllo che la Francia subisce ed esegue, a scapito del buon senso e dei cittadini.

COPERE chiede :
- Pubblicazione immediata del costo totale del progetto RecFishing (sviluppo, manutenzione, comunicazione)
- Trasparenza sui fornitori di servizi e sui contratti pubblici
- Un calendario ufficiale e un impegno preciso
- Nessun obbligo dovrebbe entrare in vigore senza una soluzione alternativa semplice, accessibile e non discriminatoria.

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